Intervista valseriananews.it

La volontà di offrire competenza e multidisciplinarietà in un contesto educativo sempre più complesso: è questa la premessa della nuova attività “Bade Lessons” intrapresa dalla giovane bergamasca Francesca Oberti.

Con “Bade Lessons” Francesca offre principalmente aiuto allo studio, supporto alla tesi ma anche lotta al bullismo e al cyber-bullismo con la collaborazione di un esperto penalista e di una psicologa. Abbiamo intervistato la dottoressa Oberti che ci racconta il suo progetto.

Francesca da dove deriva il nome “Bade Lessons”?

La premessa è che non si tratta di un nome usuale. Bade è il diminutivo di badessa, ovvero, il soprannome che mi hanno dato due mie care amiche che mi conoscono davvero bene, volendo sottolineare il forte senso di responsabilità e di premura che avverto nei confronti degli altri. Insomma, è un nomignolo che porto nel cuore da anni e che credo mi rappresenti.

Perché hai voluto aprire un’attività dedicata all’aiuto agli studenti?

Penso che, dopo aver conseguito a pieni voti la Laurea in Giurisprudenza, superato l’esame di Stato per l’abilitazione forense, vinto una borsa di studio come interprete legale e mediatrice culturale e concluso il corso per diventare insegnante di italiano per stranieri, possa affermare di avere studiato molto durante la mia vita. Ho sempre pensato, e ne sono fermamente convinta, che lo studio consapevole e applicato, sia un grande diritto e che la conoscenza fosse la prima arma di difesa che tutti noi possiamo sfoderare per affrontare, e a volte combattere, molte situazioni nella vita. Vorrei cercare di diffondere questa mia passione nel miglior modo possibile e portare anche quei ragazzi, apparentemente svogliati e spesso già disillusi, a credere che l’istruzione sia un aspetto davvero fondamentale per qualsiasi percorso, non solo durante il periodo scolastico, ma soprattutto nella vita.

Che servizi offri?

Oltre alle classiche lezioni di diritto, ai corsi di italiano per studenti L1 e L2, inglese, spagnolo, francese (insieme a molte altre discipline curriculari) anche a studenti universitari, supporto i ragazzi nella redazione della tesi. Con questo non si intende in alcun modo una mia scrittura autonoma dell’elaborato, bensì un aiuto più profondo e mirato. Mi sono resa conto che molti laureandi, anche con un eccellente percorso accademico all’attivo, al momento della predisposizione dell’elaborato finale vadano in crisi. Molti non sanno, letteralmente, da dove partire, come svolgere la ricerca del materiale, come impostare l’indice o riportare le note nel testo e, in tutto ciò, non hanno idea di come approcciarsi al relatore. Desidero, quindi, sostenerli in tutto questo, cercando di rappresentare un fidato punto di riferimento e un costante supporto morale.

Hai altri settori a cui ti dedichi?

Oltre a questi servizi ho tenuto, fortemente, alla creazione di una sezione all’interno del sito intitolato “STOP BULLISMO E CYBER-BULLISMO“. Purtroppo, dai dati emersi lo scorso febbraio in occasione della giornata mondiale dedicata alla lotta di questi beceri fenomeni, è evidente come la tenuta di tali condotte rappresenti una piaga sociale, un virus letale e subdolo, che continua a mietere vittime soprattutto fra i più giovani. Credo che, in particolar modo in questo periodo caratterizzato da diffusi sentimenti di intolleranza a indifferenza verso le ingiustizie, sia necessario placare sul nascere questa tipologia di comportamenti. Ritengo che in questo quadro sia fondamentale la creazione di una coltura della mediazione tra i ragazzi e di prevenzione multidirezionale, che coinvolga sia l’ambito scolastico, che familiare. Sostengo, quindi, che sia necessaria la diffusione dell’idea che il saper comunicare efficacemente, il riconoscimento delle emozioni e la positiva gestione della conflittualità, costituiscano dei fattori che apportano un valore aggiunto, degli elementi che vanno nella direzione della risoluzione dei contrasti.

Molto spesso i ragazzi vittime di bullismo non riescono, probabilmente per un senso di vergogna o per paura di ritorsioni, a comunicarlo in famiglia o ai docenti. Tendono ad assumere atteggiamenti aggressivi o apatici che, ovviamente, celano un’immensa difficoltà e una grande fame d’amore. Credo che molti abbiano bisogno di una persona esterna che sappia ascoltarli, capirli, supportarli e che sia in grado di dar loro una speranza. Avendo a cuore tale tematica e, con l’ausilio di alcuni fidati collaboratori, esperti penalisti e psicologi, ho inteso creare un punto di ascolto, uno sportello a cui chiunque avesse bisogno si possa affidare e chiedere assistenza.

Cosa ti ha spinto ad avviare questa attività? Ti appaga fare tutto questo?

Certo che sì. Posso dire che il migliore apprezzamento che mi viene riconosciuto a seguito di molti interventi, è il sentirmi dire, magari dai genitori dei ragazzi, che la passione che mostro in quello che faccio è evidente e che il mio aiuto è stato fondamentale.

In effetti, in ogni situazione, cerco di essere quella persona che avrei voluto tanto avere al mio fianco durante l’età scolastica, soprattutto nel corso degli anni delle medie; credo che questa mia motivazione possa essere un impulso anche per l’apprendente. Quando incontro un nuovo alunno cerco sempre di infondere un sentimento di fiducia in sé stesso e di condurlo verso un migliore approccio nell’ambito scolastico, impartendo le lezioni attraverso un metodo di studio più efficace. Proprio la consapevolezza di essere capace, attraverso la mia attività, di assistere in maniera concreta qualcuno in difficoltà, di fare la differenza, mi soddisfa davvero moltissimo sia a livello professionale che personale.

In tutto ciò voglio esprimere gratitudine per due persone davvero speciali: il mio super papà che ha sempre creduto in me, e la professoressa Robert, fonte d’ispirazione.