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FESTA DELLA REPUBBLICA E COSTITUZIONE ITALIANA.

Il 2 giugno celebriamo la Festa della Repubblica. Una sorta di “compleanno” del nostro complicato, ma comunque sempre meraviglioso, Stato Repubblicano italiano, nato 75 anni fa. Ricordiamo il giorno in cui tutti i cittadini sono stati chiamati a votare, contemporaneamente, per il referundum tra Monarchia e Repubblica e per l’Assemblea costituente. Questo giorno segna un momento fondamentale per la storia di tutti noi: l’inizio della vita dell’Italia Repubblicana.

CURIOSITÁ SUL REFERENDUM CHE HA PORTATO ALLA SCELTA DELLA REPUBBLICA:

  • È stato il primo referendum italiano a suffragio effettivamente universale;
  • Il risultato è stato di 12 milioni e 700.000 voti alla Repubblica e 10 milioni e 700.000 alla Monarchia;
  • Ha evidenziato una netta divisione geografica: nelle regioni del centro-nord ha prevalso la Repubblica, mentre, nel sud, la Monarchia ha ottenuto più consensi;
  • La Carta fondamentale italiana esordisce, all’articolo 1, con “L’Italia è una Repubblica democratica”. Dall’analisi etimologica dei due termini si deduce che:
  • Repubblica (lat. res-publica) si rifà all’idea di una cosa pubblica, del popolo;
  • Democratica (gr. démos-kratòs) si rifà al concetto che il potere appartiene al popolo.

Pochi giorni dopo, il 28 giugno, è eletto il primo Presidente con il titolo di Capo provvisorio dello Stato. Sono, successivamente, iniziati i lavori dell’Assemblea Costituente che, il 22 dicembre 1947, approva la nuova Costituzione; la Legge fondamentale del nostro Stato entrata in vigore il primo giorno dell’anno 1948.

Ad un’attenta lettura si può notare come il suo contenuto rifletta il clima di fermento politico dell’immediato dopoguerra. Può essere considerata come il frutto nato da una costante ricerca di un accordo tra i valori delle principali correnti politiche presenti nell’Assemblea costituente. Tale sorta di compromesso è particolarmente evidente nella prima parte della nostra Carta Costituzionale, basata su un difficile equilibrio tra i valori propri della tradizione cattolica (la solidarietà, il valore della famiglia e la diffusione della piccola proprietà privata), quelli della tradizione socialista (la centralità del lavoro e dei lavoratori, il controllo statale sull’economia e l’uguaglianza sociale) e quelli della tradizione liberale (l’iniziativa economica privata e la libertà individuale).

CARATTERISTICHE E CURIOSITÁ SULLA COSTITUZIONE ITALIANA:

  • Legge fondamentale che riconosce alcuni diritti inalienabili ed inviolabili ai cittadini e istituisce una forma di governo basata sulla divisone dei poteri;
  • La Costituzione è un documento composto da 139 articoli e XVIII “Disposizioni transitorie e finali”;
  • Reca, in calce, la data della promulgazione (27 dicembre 1947), la firma del capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, le controfirme sia del presidente dell’Assemblea costituente Umberto Terracini che del presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi e la firma del ministero della giustizia (allora chiamato “guardasigilli”) Grassi;
  • Si apre con i “Principi Fondamentali” (artt. 1 – 12). Nella parte successiva è suddivisa in due parti:
  • la prima: (artt. 13 – 54) intitolata “Diritti e Doveri dei cittadini” tratta del rapporto tra lo Stato e i cittadini;
  • la seconda: (artt. 55 – 139) denominata “Ordinamento della Repubblica”, riguarda l’Organizzazione dei pubblici poteri;
  • Si conclude con le XVIII “Disposizioni transitorie e finali” contenenti, in prevalenza, norme transitorie per il passaggio al nuovo ordinamento;
  • I primi 12 articoli della Costituzione, i cc.dd. “Principi fondamentali”, oltre alla difesa di alcuni diritti fondamentali -tra cui il diritto di libertà (art. 2); il principio di uguaglianza in senso formale (art. 3, c. 1) e sostanziale (art. 3, c. 2); il diritto al lavoro (art. 4)- disciplinano la promozione delle autonomie locali (art. 6), la tutela delle minoranze linguistiche (art. 7), i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica regolati dai Patti Lateranensi (art. 7), la promozione dello sviluppo della cultura e la ricerca scientifica tecnica (art. 9), il ripudio alla guerra (art. 11) e la conformazione del tricolore italiano (art. 12);
  • L’articolo 32 della Costituzione tutela un diritto diventato ancora più importante durante l’ultimo anno. La tutela della salute definita come “un diritto fondamentale per l’individuo e interesse della collettività”;
  • La nostra Legge Fondamentale ha alcune caratteristiche. Si può, infatti, affermare sia:
  • garantista: prevede che la tutela dei diritti e la limitazione e la divisione del potere non sia solamente annunciata, ma anche effettivamente attuata ed operante. Si caratterizza, inoltre, per la sua forma scritta che assicura la necessaria razionalità e certezza;
  • lunga: si compone di 139 articoli, oltre le XVIII “disposizioni transitorie e finali”;
  • rigida: prevede, per la sua revisione, un iter legislativo aggravato rispetto a quello disposto per la legislazione ordinaria. La Legge fondamentale prevede, ex 138 Cost., una modalità di revisione complessa, con il ricorso a maggioranze qualificate, una doppia lettura in ciascuna camera e la possibilità di convocare un referendum confermativo. Prevede, inoltre, ulteriori limiti definibili “espliciti” al successivo, ed ultimo articolo, disciplinante il fatto che la revisione non possa riguardare la forma di Stato Repubblicana e una serie di limiti “impliciti”, relativi alla natura democratica dello Stato e ai valori fondanti del patto costituzionale;
  • votata: a differenza dello Statuto Albertino (Carta ottriata, ovvero, concessa del Re) è stata redatta e votata dall’Assemblea Costituente.
  • Nelle “Disposizioni transitorie e finali” è disposto, al numero XII, il divieto di riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.